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Un’acquasantiera e il fonte battesimale provengono dalla vecchia pieve (puntata 17)

Non tutto della vecchia pieve è stato gettato via. Qualcosa è stato recuperato.  Il Duomo conserva, infatti, alcuni storici reperti che appartenevano alla precedente chiesa: un’acquasantiera, il fonte battesimale, una porta ceri pasquale, un tabernacolo per la conservazione degli olii sacri, parte dell’altare di San Giuseppe. Oltre al campanile, di cui parleremo nelle prossime puntate.

 L’acquasantiera della vecchia pieve è quella di destra quando si entra in chiesa. E’ in pietra grigia, capiente, elegante nelle forme ma priva di elementi figurativi; alla base di forma triangolare ad angoli spezzati è incisa in numeri romani la data 1590, anno in cui probabilmente venne realizzata e collocata nella chiesa. La piccola acquasantiera, che si trova, all’ingresso di sinistra, è coeva all’attuale Duomo.

Si richiama alle fattezze dell’antica acquasantiera, il fonte battesimale, anche se è più ricca di elementi decorativi: all’esterno della vasca si notano squame e foglie lievemente rilevate e il rigonfiamento del fusto è’ ornato con tre putti. Nella nicchia è presente un altro putto. Il fonte battesimale è chiuso con una cancellata in ferro lavorato.

Non c’è alcuna data incisa sulla pietra, ma il vicario don Matteo Vicentini. registrando un battesimo il 4 aprile 1575, ci aggiunse la seguente annotazione: “Est hic fuit primus baptizatus in novo fonte (egli fu il primo battezzato nel nuovo fonte”.  Giovanni Blasutic, che riporta questo testo nei suoi “Memoriali cormonesi” sostiene che quell’annotazione può avere un doppio significato: “o che in quel giorno si battezzò per la prima volta con l’acqua nuovamente benedetta, se per coincidenza il 4 aprile era giorno prossimamente seguente al sabato santo; o che in quel giorno fu adoperato il nuovo battistero, che certamente è l’attuale, il quale porta manifesti segni di tale epoca”.

Entrambe le ipotesi avanzate da Blasutic sono valide: il 4 aprile 1575 era un Lunedì di Pasqua e quindi due giorni prima, durante la veglia del Sabato santo, era stata benedetta l’acqua, che poi veniva usata per il battesimo citato dal vicario Vicentini.  Ma resta anche valida la possibilità che con la rinnovata acqua santa sia stato anche inaugurato il nuovo battistero.

Il fonte battesimale viene ancor oggi utilizzato, anche se in questo periodo di pandemia per motivi di sicurezza durante la Messa il rito del battesimo si svolge vicino all’altare.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         Nella prossima puntata illustreremo la porta ceri e il tabernacolo degli olii sacri.

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