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la devozione a Rosa Mistica dei cormonesi vanta più di 200 anni

Inizia nella prima metà degli anni del Settecento la devozione a Rosa Mistica grazie a Orsola de Grotta, la cormonese che nel 1714 dà avvio alle Consorelle della Carità cristiana. Si insediano prima in una casa di via Battisti (San Mur) e, poi, Rosa Misticadal 1718 nei locali in Villa (attuale piazza Libertà) lasciati liberi dai Domenicani. Dalla casa paterna Orsola porta con sé la statua della Madonna, che aveva fatto realizzare da un artigiano cormonese, Francesco Regolo, e che sarà chiamata Rosa Mistica. Le cronache riportano che la mattina del 15 gennaio 1737 alcune fanciulle che stanno pregando vedono uscire dal braccio e dalla mano destra della statua, che era posta su un altarino, fittissime gocce, come di sudore, che bagnano il velo e il vestito. Il popolo, che accorre numeroso, grida al miracolo. Per più di 15 giorni la statua continua a sudare. Si segnalano anche fatti miracolosi e da quel momento grazie saranno continue come testimoniano gli ex voto che adornano alcune sale attigue alla chiesa.

Nel 1739 le Consorelle della Carità realizzano una cappella in comunicazione con la chiesina che dedicano a a Rosa Mistica dove viene collocata la statua ornata di una rosa d’oro ricavata dagli ori offerti dai fedeli. Nel 1743 avviene la prima incoronazione di Rosa Mistica e del Bambino in forma privata con corone d’argento offerte dall’imperatrice Maria Teresa. Nel 1779 c’è la solenne benedizione della nuova chiesa, che si affaccia sulla piazza, la cui facciata – artistica con curve e controcurve - è progettata dall’architetto carmelitano Carlo Corbellini, e dedicata a Santa Caterina patrona delle Consorelle della Carità.

Con l’avvento del Regno d’Italia, le leggi napoleoniche sopprimono gli ordine religiosi e confiscano i loro beni e nel 1812 anche le Consorelle della Carità cristiana cessano la loro attività. La chiesa, depredata di ogni avere, resta aperta ma la gente si dimentica presto di Rosa Mistica e la chiama semplicemente “La Madonute da lis muinis”, la “Madonnina delle monache”.

La rinascita avviene con l’arrivo nel 1866 delle Suore della Provvidenza che, oltre all’attività scolastica, si riprendono cura della chiesa di Rosa Mistica restaurandola dopo mezzo secolo di abbandono. Il 15 gennaio 1885 saranno le suore di Pergine privatamente a celebrare la prima festa di Rosa Mistica. La madre generale, suor Cecilia Piacentini, ne è entusiasta e l’anno seguente dispone che la festa sia estesa a tutta la congregazione e sia preceduta da una novena. Nel 1887 nel 150.mo anniversario del prodigioso sudore c’è una festosa processione, ma appena nel 1890 la Curia di Gorizia concede l’autorizzazione a celebrare pubblicamente la festa di Rosa Mistica. Tradizione che ancora si perpetua con l’Ottavario, che vede la partecipazione delle parrocchie del decanato di Cormons.

Sempre nel 1890 le suore danno inizio alla “cassa di Rosa Mistica” in vista delle spese per l’incoronazione della Madonna, che è il grande sogno di tutte le suore. Ma l’attesa sarà lunga. Solamente nel 1931 il Capitolo vaticano autorizza l’incoronazione che avviene il 20 settembre di quello stesso anno. La solenne cerimonia avviene in Duomo alla presenza di cinque vescovi, molti sacerdoti e di una grande folla di popolo. Sarà l’arcivescovo di Gorizia mons. Francesco Sedej a incoronare la piccola statua, che poi in processione attraversa le vie di Cormons pavesate a festa per far ritorno nella chiesa di Santa Caterina, rimessa a nuovo per l’occasione, e prendere posto nell’arca che troneggia sopra l’altare maggiore.

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