Calendario annuale 2012-2013

Il nuovo Anno Pastorale, che andiamo ad aprire in queste settimane del mese di settembre, è caratterizzato dalla venuta in mezzo a noi del nostro nuovo Arcivescovo: Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli.
Lo accoglieremo in Diocesi il prossimo 14 ottobre. È per noi motivo di gioia per riprendere con slancio il nostro cammino di Fede dentro la storia. La venuta del nostro nuovo Pastore è l’occasione, a tutti i livelli dell’Unità Pastorale, per riscoprire il significato profondo della figura del Vescovo. In questo nostro mondo contemporaneo rischiamo, anche a livello ecclesiale, di fare nostre le categorie della società civile: per molti il Vescovo è un manager mandato “dall’alto” per controllare, dirigere la società “Chiesa locale”.
Non è così. Recentemente Papa Benedetto XVI così ha affermato:
“compito dei Vescovi è il “praedicare Evangelium Christi”, il “custodire” e “dirigere”, il “pauperibus se misericordes praebere”, l’ “indesinenter orare”. L’annuncio del Vangelo di Gesù Cristo, il precedere e dirigere, il custodire il sacro patrimonio della nostra fede, la misericordia e la carità verso i bisognosi e i poveri, in cui si rispecchia l’amore misericordioso di Dio per noi e, infine, la preghiera continua sono caratteristiche fondamentali del ministero episcopale.
La “preghiera continua” che significa: non perdere mai il contatto con Dio; lasciarsi sempre toccare da Lui nell’intimo del nostro cuore ed essere così pervasi dalla sua luce. Solo chi conosce personalmente Dio può guidare gli altri verso Dio. Solo chi guida gli uomini verso Dio, li guida sulla strada della vita. Il cuore inquieto, (vedi sant’Agostino) è il cuore che, in fin dei conti, non si accontenta di niente che sia meno di Dio e, proprio così, diventa un cuore che ama. Il nostro cuore è inquieto verso Dio e rimane tale, anche se oggi, con “narcotici” molto efficaci, si cerca di liberare l’uomo da questa inquietudine.
Ma non soltanto noi esseri umani siamo inquieti in relazione a Dio. Il cuore di Dio è inquieto in relazione all’uomo. Dio attende noi. È in ricerca di noi. Anche Lui non è tranquillo, finché non ci abbia trovato. Il cuore di Dio è inquieto, e per questo si è incamminato verso di noi – verso Betlemme, verso il Calvario, da Gerusalemme alla Galilea e fino ai confini del mondo. Dio è inquieto verso di noi, è in ricerca di persone che si lasciano contagiare dalla sua inquietudine, dalla sua passione per noi. Persone che portano in sé la ricerca che è nel loro cuore e, al contempo, si lasciano toccare nel cuore dalla ricerca di Dio verso noi.
Cari amici, questo era il compito degli Apostoli: accogliere l’inquietudine di Dio verso l’uomo e portare Dio stesso agli uomini. E questo è il vostro compito sulle orme degli Apostoli: lasciatevi colpire dall’inquietudine di Dio, affinché il desiderio di Dio verso l’uomo possa essere soddisfatto”
(Omelia in San Pietro, 6 gennaio 2012).
Che il Signore aiuti l’Arcivescovo Carlo Roberto a farci crescere nella nostra relazione con il Signore!!! Questo importante passaggio nella vita della Chiesa di Gorizia è inserito in un grande evento che abbraccia la Chiesa Universale: la Celebrazione dell’Anno della Fede, 11 ottobre 2012 – 24 novembre 2013.
Nel presentare questo anno di grazia mons. Fisichella ci ha ricordato che
“questo anno, si rivolge in primo luogo a tutta la Chiesa perché dinanzi alla drammatica crisi di fede che tocca molti cristiani sia capace di mostrare ancora una volta e con rinnovato entusiasmo il vero volto di Cristo che chiama alla sua sequela.
È un anno per tutti noi, perché nel perenne cammino di fede sentiamo la necessità di rinvigorire il passo, divenuto a volte lento e stanco, e rendere la testimonianza più incisiva. Non possono sentirsi esclusi quanti hanno consapevolezza della propria debolezza, che spesso prende le forme dell’indifferenza e dell’agnosticismo, per ritrovare il senso perduto e per comprendere il valore di appartenere a una comunità, vero antidoto alla sterilità dell’individualismo dei nostri giorni”.
Segue il calendario Pastorale della comunità diviso per mese
Da quest’anno, con la dichiarazione dei redditi, si può devolvere il 5X1000 in favore del Ric Cormons, che essendo associato a NOI ASSOCIAZIONE, rientra nelle Associazioni di promozione sociale. Basterà indicare nell’apposita casella del riquadro del 5 per mille il CODICE FISCALE del Ric Cormons: 91035880318 e apporre la firma.
