I sacramenti

CHI

Il soggetto che celebra il culto liturgico è sempre la Chiesa universale, unita a Cristo. Ma essa si esprime visibilmente attraverso assemblee e singole persone che la rappresentano legittimamente. Si può trattare dell’assemblea eucaristica presieduta dal vescovo o dal parroco, della comunità monastica o del gruppo di fedeli riunito per la liturgia delle ore, del sacerdote che da solo celebra la Messa o la liturgia delle ore. Ovviamente è da preferire, ogni volta che i riti lo comportano, una celebrazione comunitaria, che esprime con più verità e pienezza la Chiesa. Anzi bisogna promuovere la «piena, consapevole e attiva partecipazione» di tutti. Anche da un punto di vista umano, celebrare conviene eminentemente alla comunità che si raduna.

COME

I riti devono essere capaci di attirare e coinvolgere la comunità. Devono parlare da soli, senza eccessive spiegazioni. Ripetitività e creatività sono ambedue importanti: bisogna contemperarle con saggezza. I gesti devono essere veri, concreti, espressivi, non estenuati e ridotti al minimo. Occorre una sapiente regia, per dare massimo risalto al rito essenziale, rendere nitidi anche i riti sussidiari, che illustrano i vari aspetti della grazia, coordinare e finalizzare a un significato fondamentale tutti gli elementi: di parola (monizioni, omelia), di musica (canti e suoni), di ambientazione (luci, fiori, immagini). Tutto deve procedere con ordine e tranquillità. È perciò indispensabile un’accurata preparazione con un’attenta individuazione e concertazione degli interventi.

DOVE

Per radunarsi la comunità ha bisogno di una casa, concepita non alla maniera del tempio pagano come un’abitazione riservata alla divinità e alla sua immagine, ma come il luogo dell’assemblea e dell’incontro con Dio. Essa diventa il simbolo della comunità stessa; ne esprime la fede, i valori culturali, la storia, le speranze, un po’ come una casa privata custodisce le memorie e gli affetti di famiglia. Lo spazio deve essere configurato in modo da favorire lo svolgimento delle varie celebrazioni liturgiche e la preghiera personale.

QUANDO

Ancor più che al luogo, la celebrazione è legata al tempo. Per coltivare le memorie e i valori, gli uomini hanno bisogno di ritmi cronologici regolari. La Chiesa scandisce i giorni dell’anno e le ore del giorno celebrando il mistero di Cristo nei suoi vari momenti e aspetti. La domenica è il giorno del Signore risorto, la Pasqua settimanale. Da sempre caratterizza la vita di ogni comunità e di ogni vero credente: «È il giorno del cristiano, il nostro giorno». Ci riuniamo in assemblea per incontrare il Crocifisso risorto, per ascoltarne la parola, per attuare la comunione con lui nell’eucaristia. Facciamo festa; ci riposiamo dal lavoro; ci dedichiamo alla famiglia, agli amici, alla contemplazione, alle opere di carità, al gioco, al contatto con la natura. Questi valori sono tutelati dal comandamento di Dio e dalle leggi della Chiesa. Dalla domenica si è sviluppato l’anno liturgico, esplicitando i principali aspetti e momenti del mistero di salvezza. Sul tempo ordinario delle normali domeniche, gradualmente sono emerse le solennità e i “tempi forti”. Come il ciclo annuale, così il corso del giorno e della notte è santificato dalla preghiera, che la Chiesa, unita a Cristo, eleva al Padre nello Spirito. È la “liturgia delle ore”, preghiera di lode e di intercessione per la salvezza del mondo, eco sulla terra del canto celeste


Qui le giornate delle Catechesi per l'anno 2011-2012