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In seguito al D.P.C.M. 08/03/2020 e alle disposizione dell'Arcivescovo Carlo, tutte le celebrazioni e le attività programmate in parrocchia vengono sospese fino al 3 aprile 2020. --- Le celebrazioni possono essere seguite in streaming su questo sito o sul canale You Tube. --- Le chiese restano aperte per le preghiere personali. ---

Lettera alla Comunità

[wysiwyg_imageupload:68:]Carissimi co-discepoli del Signore,

come presbiteri, alla vigilia della Settimana Santa, sentiamo il bisogno di rendervi partecipi di alcuni semplici appuntamenti che riguardano la nostra Comunità.

Fin dalle origini i discepoli di Gesù, convertiti dalla predicazione apostolica, si riunivano nelle loro case per “spezzare il pane” facendo memoria del Signore che, la viglia della sua passione, aveva comandato loro di ripetere il suo gesto. La loro assemblea, si teneva regolarmente nel “primo giorno della settimana”, ricordando così, il “primo giorno” in cui Cristo è risorto dai morti ed è apparso al Signore. Ben presto, la prima comunità cristiana sentì il bisogno di vivere una celebrazione particolare della nuova Pasqua; partendo dagli elementi “storici” dei Vangeli, la Comunità cristiana si ritrovava a celebrare il mistero della Passione, Morte e Risurrezione del Suo Signore in un’unica grande celebrazione che abbracciava più giorni.

 Attualmente il Triduo Pasquale comincia nella sera del Giovedì Santo (in Coena Domini) dove facendo memoria dell’Ultima Cena di Gesù, riproporremo il gesto della lavanda dei piedi per ricordarci il grande comandamento dell’Amore. La celebrazione continuerà il Venerdi Santo alla sera: ascoltando la Passione di Gesù secondo l’evangelista Giovanni e svelando la Croce, faremo memoria dell’Amore che diventa dono. Nella notte del Sabato Santo, la celebrazione del Mistero Pasquale di Cristo culminerà con la solenne Veglia Pasquale.

Nella nostra Comunità di Cormons tutte le celebrazioni inizieranno alle ore 21.00: ci piacerebbe tanto che la forte intensità spirituale delle Liturgie Pasquali possa aiutarci ad entrare nel mistero celebrato per poi con entusiasmo vivere la fede nella quotidianità; una liturgia che non diventa azione, annuncio e testimonianza coerente del Vangelo non serve a niente, nessun annuncio del Vangelo può essere tale se non è supportato da una profonda spiritualità che dobbiamo riscoprire.

Per ricordarci il primato della Preghiera, della Meditazione e del Silenzio sulla propria vita, quest’anno nella notte, tra il Giovedì Santo e il Venerdì Santo, nelle sale a fianco al Duomo verrà allestita la Cappella dell’Eucarestia e verrà data la possibilità di pregare, nel silenzio, come Gesù ha chiesto ai suoi Apostoli in quel primo Giovedì Santo nell’orto degli Ulivi dicendo loro: “Vegliate un’ora con me”.

Infatti al termine della S.Messa “in Coena Domini”, l’Eucarestia verrà portata nella sala e dalle 22.00 del Giovedì Santo alle 08.00 del giorno successivo, si potrà trovare del tempo  per vivere quest’esperienza particolare.

Permetteteci di spiegarvi al meglio questa proposta… La Celebrazione dell’Ultima Cena del Signore si conclude con il Silenzio: o meglio…dopo aver fatto memoria di Cristo che lava i piedi ai discepoli e dell’Istituzione dell’Eucarestia, ci verrà chiesto di tornare nelle nostre case lasciando il Duomo in silenzio e trovando dello spazio per la preghiera personale!

Preghiera… Ma che cos’è per ognuno di noi la Preghiera?

Usando un linguaggio adolescenziale “è una cosa un po’ come il rapporto tra ragazzo/a, tra uomo e donna”. È riconoscere una presenza, dedicare tempo a quella presenza, una presenza però che ci cambia dentro e ci fa essere migliori…La preghiera è amare, o meglio è un cammino d’amore.

Si può FARE una bella preghiera, con tutti i segni giusti, con canti belli, seguendo un “copione” provato, ma NON ENTRARE nello stato di preghiera. Tante volte è così, anche nella Messa: si canta, si parla, si bisbiglia perché non ci si rende conto di quella presenza…

Gli esperti dicono che: “la preghiera ha 5 tappe di crescita, come una montagna da scalare: 1° parole vuote-routine, 2° monologo, 3° dialogo, 4° ascolto/silenzio, 5° amore”[1]. È un cammino, e per questo né noi, né il Papa, né altri possono dire “Siamo arrivati”. Non si arriva, a volte si ritorna indietro, a volte si va avanti.

Nella notte tra il Giovedì Santo e il Venerdì Santo viene proposto ad ognuno di noi l’Adorazione.

L’adorazione è un modello di preghiera, in cui si fa un po’ di compagnia a Cristo. (Leggiamo Mt 26,36ss: istituzione dell’Eucarestia = messa; giardino del Getzemani = adorazione. Gesù ci chiede, come a Pietro Giacomo e Giovanni, di restare e vegliare con lui.)

Scrive il Papa “Io trovo un’allusione molto bella a questo nuovo passo che l’Ultima Cena ci ha donato nella differente accezione che la parola “adorazione” ha in greco ed in latino. La parola greca suona proskynesis. Essa significa il gesto della sottomissione, il riconoscimento di Dio come nostra vera misura, la cui norma accettiamo di seguire. La parola latina per adorazione è ad-oratio – contatto bocca a bocca, bacio, abbraccio e quindi in fondo amore. La sottomissione diventa unione, perché colui al quale ci sottomettiamo è Amore. Così sottomissione acquista un senso, perché non ci impone cose estranee, ma ci libera in funzione della più intima verità del nostro essere”[2]. L’adorazione si fa in ginocchio davanti a questo Dio che si è fatto Pane, ed è morto per poi risorgere. In ginocchio non vuol dire stare in ginocchio ma sentirsi in ginocchio dentro. Insomma “è Lui il vero importante!!!”

Cos’è l’Eucarestia? È il Signore Gesù. La consacrazione cioè il pane e il vino che vengono portati all’altare, diventano Corpo e Sangue di Gesù, per le parole del sacerdote. Se non crediamo per fede che quell’ostia (Pane) è il Signore non possiamo fare adorazione. Corpo e Sangue: per dire la VITA di DIO per me. Quel pane è presenza di Cristo; è l’amore che diventa dono. (Quante volte parliamo dell’amore dimenticandoci che cosa significhi veramente: “fare di te, un valore talmente grande da dare la vita per te”)

Il Giovedì Santo è la festa dell’Eucarestia. È la presenza di cui stiamo “parlando”.

Terminata la Celebrazione, prima di tornare a casa perché non regalarsi del tempo per “stare” alla Presenza di Cristo, Pane spezzato per noi?

Nella sala, troverete un “tavolo” con fiori, lumi e l’Eucarestia. Ci saranno dei segni: stola del sacerdote, pagnotta grande, vino rosso in un’anfora di vetro, il lavabo della lavanda dei piedi.

Troverete delle sedie, ma anche dei tappeti e cuscini, dove liberamente ognuno potrà “contemplare” questo Amore. Chi lo vorrà, potrà  leggere la Parola (troverete anche delle “tracce scritte” che ci potranno aiutare in questa preghiera personale).

Dalle 22.00 inizieranno i turni di “Adorazione” che potranno essere di mezz’ora o di un’ora. Nel cuore della notte, perché non uscire da casa e venire a pregare?

L’indomani (Venerdì Santo) alle ore 08.00 pregheremo insieme le Lodi e concluderemo così questa notte di preghiera.

 Per organizzare al meglio questa esperienza da domani, in Ufficio Parrocchiale, si potrà scegliere l’ora o la mezz’ora in cui fare proprio l’invito di Cristo a “vegliare con Lui”

 Concludiamo questa nostra lettera con una citazione “La preghiera è un anelito, un sussulto del cuore, è un soffio che non sai di dove viene e non sai dove va. La preghiera è un incontro, a volte uno scontro, spesso un’attesa. E’ il pianto di Pietro al canto del gallo, è lo Stabat di Maria ai piedi della croce. La preghiera è un attimo di eterno, è una scelta d’amore, è un bacio che accarezza un viso. La preghiera è un ricordo, è un progetto, è un grido ed è silenzio. Sono le lacrime di chi piange per chi non piange, sono le suppliche della terra, le lodi della Chiesa. La preghiera è il nostro respiro, la nostra vita, il nostro tutto: non c’è uomo che non prega, c’è solo un uomo che non sa di pregare”

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